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Relazioni e comportamenti: è tutta questione di Stile!

 

Relazioni e comportamenti sono collegati a doppia mandata al nostro Stile comunicativo: ma sappiamo qual è e come – eventualmente – utilizzare quello più consono al contesto in cui ci troviamo?

Roberto Ardizzi comunicazione

Per parlare di questo argomento lascio la parola alla mia bravissima collega Alessandra Ballardini, Life Coach Professionista e Autrice del sito web www.menteorganizzata.com  , che vi invito a seguire con grande attenzione.

Buona lettura, alla ricerca del tuo miglior Stile!

“Ognuno di noi ha un proprio modo di comunicare con le altre persone, ma pur mantenendo ciascuno la propria unicità, ci sono alcune costanti che vi si manifestano e che si riflettono anche nel modo di pensare a noi stessi e agli altri: gli stili relazionali o comunicativi, tra i quali possiamo distinguere

- lo stile passivo;

- lo stile aggressivo;

- lo stile passivo-aggressivo;

- lo stile manipolativo;

- lo stile assertivo.

Andando nello specifico, possiamo individuare le caratteristiche dei diversi comportamenti dettati da ciascuno stile:

1) Una persona che ha uno stile relazionale passivo ritiene, innanzitutto, gli altri migliori rispetto a sé, la qual cosa evidenzia sicuramente una bassa autostima, un’attribuzione di scarso valore a se stessa e alle sue capacità di scegliere e di prendere decisioni, per questo motivo lascia fare agli altri, ritenendo che questi ultimi agiranno sicuramente meglio di lei. Tende ad evitare i conflitti, teme il giudizio altrui, non è in grado di esprimere le sue idee, le sue opinioni, i suoi sentimenti, bisogni o desideri perché ha paura di non essere accettata o perché ritiene che essi non siano tanto importanti quanto quelli delle altre persone. Quando parla cerca sempre con lo sguardo chi ritiene più autorevole per riceverne approvazione, non è in grado di dire dei no, obbedisce, non fa valere i suoi diritti, contribuisce a costruire il futuro altrui e rinuncia al suo.

2) Una persona con uno stile relazionale aggressivo, invece, si comporta totalmente all’opposto: ritiene se stessa migliore degli altri, ha una forte autostima che spesso sfocia in arroganza e percezione di superiorità, prende decisioni ed opera scelte per se stessa, ma anche per le altre persone, ritenendo che la ragione sia unicamente dalla sua parte. Quando persegue un suo obiettivo prevarica ed impartisce ordini e la responsabilità di eventuali errori non è mai sua. E’ invadente e fortemente competitiva, deve avere sempre tutto e tutti sotto il suo controllo, non ascolta e non è interessata ai bisogni ed ai pensieri altrui. Domina, svaluta ed incute timore, spesso finendo con l’assumere atteggiamenti anche violenti.

3) Passiamo ora allo stile relazionale passivo-aggressivo: la persona che ha questa modalità comunicativa esprime la sua aggressività, la sua rabbia in modo passivo: nei suoi complimenti offende, oppure risponde alle richieste in modo positivo, pur di evitare conflitti nell’immediato, ma poi si comporta in modo negativo, boicottando deliberatamente l’intero lavoro da svolgere, magari continuando volontariamente e con un piacere celato a rimandare le azioni da fare, o agendo apposta molto lentamente e male. La sua, in fondo, è una non-azione, è un’ostilità nascosta, è un comportamento ambiguo che mette in difficoltà, che genera negli altri frustrazione, ansia, rancore, agitazione.

4) Una persona che ha uno stile relazionale manipolativo agisce in modo da riuscire ad ottenere dagli altri ciò che desidera, facendo leva sui sensi di colpa o raggirandoli finché non riesce, appunto, a raggiungere il vantaggio auspicato. Spesso si comporta da vittima, altera le informazioni, le riferisce in modo parziale, come le conviene, può anche dissimulare i suoi sentimenti ed i suoi pensieri, adottando comportamenti seduttivi nei confronti delle altre persone che credono, così, in quello che viene loro comunicato.

5) Infine, parliamo dello stile relazionale assertivo: questa modalità comunicativa è il frutto di una scelta e richiede volontà, impegno, concentrazione, consapevolezza. La persona che adotta questo stile relazionale possiede una buona autostima, è responsabile, ha ben chiaro in mente cosa desidera ed agisce prontamente per raggiungerlo senza calpestare i diritti altrui. Porta rispetto, sa ascoltare, è empatica, accoglie l’altro per come è, sa chiedere scusa, accetta e propone compromessi. Esprime in maniera trasparente, sincera, diretta i suoi bisogni, emozioni, pensieri, desideri, opinioni e li ritiene tanto importanti quanto quelli degli altri. Possiede buone capacità di problem solving, sa anche dire dei no quando lo ritiene necessario, senza sentirsi in colpa,  pur rispettando le richieste che le vengono rivolte.

Come si può facilmente intuire, impegnandoci volontariamente nel perseguire uno stile relazionale assertivo, riusciremo ad avere una qualità nettamente superiore dei nostri rapporti interpersonali e, di conseguenza, anche la nostra vita sociale ne gioverà.”

Grazie Alessandra e… al prossimo post!

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